“Caritas lodigiana”: un esempio di accoglienza vicino a noi

Oggi i ragazzi della scuola secondaria hanno partecipato a un incontro molto interessante organizzato dalla “Caritas lodigiana”, una realtà di accoglienza a portata di mano.

Luca Servidati, operatore dell’associazione, ha dato avvio all’incontro mostrando una video intervista girata per le strade di un mercato: gli intervistatori erano due, un giovane italiano e Aziz, un ragazzo di colore di origini africane. Gli intervistati, a cui il primo reporter aveva chiesto la propria opinione sul tema immigrazione, hanno lasciato libero sfogo alle proprie idee, spesso dettate dalla paura e dall’ignoranza, senza filtri e con risposte non proprio “politically correct”.

Con il cambio improvviso di intervistatore, però, le opinioni si sono fatte meno aggressive e più mediate. Un avvio provocatorio per coinvolgere i ragazzi e mostrargli una sequenza di luoghi comuni da cui rifuggire.

I migranti nel mondo sono 260 milioni: ma migrante è, per etimologia, chi “si muove” per le più svariate ragioni. I migranti forzati nel 2016 sono stati 60 milioni nel mondo e circa 180.000 in Italia, arrivati dalla tratta del Mediterraneo. Al di là di quanto si legge attraverso i media, è importante intendersi sui numeri e sulle definizioni: la possibilità di accogliere presuppone la conoscenza.

La parola è poi passata a Tesfaldet, di origini eritree, che ha portato la sua testimonianza:  fuggito dal suo paese a seguito di una sparatoria in cui è rimasto gravemente offeso, ora vive a Lodi con le sue due figlie, Lula e Zemel, ma il viaggio per arrivare in Italia non è stato affatto facile.

Le attività in cui la “Caritas lodigiana” si impegna quotidianamente sono numerose, dalla scuola di italiano per stranieri all’assistenza burocratica per le domanda di asilo politico grazie ad una fitta rete di operatori e volontari.

Luca ci ha anche spiegato le motivazioni che lo hanno spinto a lavorare per la “Caritas lodigiana”: durante l’esperienza in Niger con Don Andrea, attualmente direttore dell’associazione, è rimasto davvero impressionato dalla realtà che ha avuto modo di conoscere durante il viaggio. Una volta rientrato in Italia, è stato coinvolto da Don Andrea nelle attività della “Caritas” sul territorio lodigiano, perché l’accoglienza è possibile anche qui, senza andare troppo lontano!

I ragazzi sono stati molto curiosi e partecipativi, ponendo tante domande ai nostri ospiti speciali!

 

 

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